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Sicurezza cittadina: chi rema contro?

Dario Quieti
Dario Quieti

L’aumento dei furti in abitazione nella nostra città, porta ad esprimere alcune considerazioni su quanto sta accadendo attorno a noi. E’ opportuno innanzitutto evidenziare i comportamenti di chi dovrebbe tutelare i cittadini, ovvero lo Stato.
Purtroppo per noi, il nostro Stato fantoccio oltre ad essere latitante su tematiche economico/finanziarie, lo è ancora di più sulla sicurezza. Da anni imbavaglia i nostri Comuni con il maledetto patto di stabilità, fino al punto che i comuni stessi non possono più investire in opere a tutela della sicurezza dei cittadini (ad esempio sistemi di telecamere) né, con il blocco delle assunzioni, permette di aumentare l’organico della Polizia Locale, necessario per un maggior presidio della Città.
Il nostro Territorio, già gravemente fiaccato dalla crisi, oltre a dover affrontare l’emergenza dei propri cittadini, che si ritrovano da un momento all’altro senza lavoro, si vede costantemente invaso da truppe di nuovi disperati di altre nazioni, che senza occupazione e spesso senza dimora, sono disposti a tutto per sopravvivere. indulto

In aggiunta, nei prossimi giorni il Governo, per allontanarsi ancor di più dalle esigenze e dalle richieste dei cittadini, attuerà l'indulto. Circa 3000 detenuti usciranno dalle carceri senza aver scontato la pena per i reati commessi e senza un corretto reinserimento nella società. Perciò è facile immaginare che queste persone riprenderanno subito a delinquere, come hanno già dimostrato tutti i precedenti indulti.
Le "alte istituzioni" del fallimentare stato italiano richiedono a gran voce questo provvedimento acclamandolo come un atto di civiltà. Per quanto mi riguarda però, la civiltà è il poter vivere sereni in casa propria, senza l'angoscia di essere rapinati.

L'onesto cittadino di questo stato ormai fantasma, deve rinchiudersi in casa ed è quindi costretto a vivere recluso tra inferiate, porte di sicurezza e allarmi per difendersi da chi invece, secondo giustizia, dovrebbe essere rinchiuso.
Il buonismo ormai dilagante in molti schieramenti politici oscura a tal punto le menti fino a portare ad una serie di provvedimenti che favoriscono solo i criminali. C'è persino chi utilizza come motto "nessuno tocchi Caino." Io dico invece che sia impedito a Caino di toccare qualcuno!

Con questi continui provvedimenti (il precedente indulto risale al 2006) chi ci guadagna non è il cittadino onesto, ma chi quotidianamente vive con il malaffare!
Siamo oltretutto in preda ad una magistratura che invece di applicare le leggi, le interpreta a suo volere e sovente favorisce chi delinque, umiliando invece chi, come Poliziotti e Carabinieri, rischia quotidianamente la vita tra le nostre strade per tutelare la nostra sicurezza.
Considerando l'esasperazione nei confronti di crimini che invadono totalmente la sfera privata, di fronte ai quali lo Stato rimane totalmente indifferente, alla popolazione non resta che attivarsi in prima persona.
La Lega Nord non ha intenzione di restare a guardare.
Oltre al supporto al Controllo di Vicinato effettuato dal nostro Assessore alla Sicurezza Luca Ferrario, oltre al servizio di pattugliamento della Protezione Civile (che qui pubblicamente ringrazio per la sensibilità a questo problema), se il fenomeno dei furti non comincerà a diminuire, metteremo in campo le ronde cittadine.

Al cittadino onesto e lavoratore non rimangono che due mezzi per tutelarsi al cospetto di uno Stato che ormai ci difende troppo tiepidamente: uno è il proteggersi per proprio conto con sistemi di sicurezza e l'altro è scegliere attentamente chi poi deciderà le sorti dei buoni e dei cattivi.

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Pubblicata il: 27/12/2013 da Dario Quieti Lega Nord Parabiago

         

 

 

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